VociDallaStrada



VOCI DALLA STRADA "Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare." Albert Einstein

  • Eduardo Galeano: "Vivere senza paura"
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 23 aprile 2017 at 15:05

    […]

  • Il potere si blinda. Arriva alla camera il decreto che vieta le contestazioni ai politici
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 23 aprile 2017 at 6:15

    In questi giorni la Commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti presentati alla proposta di legge n.3891, che introduce una serie di modifiche ad alcuni articoli del codice penale relativi ai reati di intimidazione o minaccia, estendendoli e rafforzandoli a tutela di amministratori, politici e magistrati. Il testo aveva già ricevuto l’approvazione del Senato durante l’estate col nome di “Disposizioni in materia di contrasto al fenomeno delle intimidazioni ai danni degli amministratori locali” e prevedeva aumenti variabili (da un terzo fino alla metà) della pena comminabile per quei reati quando questi vengono commessi a danno di una delle figure sopra citate, in relazione al suo mandato o alle sue funzioni. Come avevamo già avuto modo di scrivere in quell’occasione, il decreto riconduce sotto l’etichetta dell'”intimidazione” fenomeni ed episodi molto diversi tra loro, buttando nello stesso calderone attività della criminalità organizzata e forme di conflitto sociale (contestazioni, mobilitazioni ecc).Facendosi scudo dell’armamentario retorico antimafia, il testo lascia intuire che le modifiche introdotte verrebbero in realtà applicate in maniera ben più estensiva, introducendo un’aura di intoccabilità […]

  • Neoliberalismo: L'ideologia alla radice di tutti i nostri problemi
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 22 aprile 2017 at 18:47

    Immaginate se il popolo dell’Unione Sovietica non avesse mai sentito parlare del comunismo. L’ideologia che domina le nostre vite, per la maggior parte di noi non ha un nome. Menzionatela nelle vostre conversazioni e avrete in risposta una scrollata di spalle. Anche se i vostri ascoltatori hanno già sentito questo termine, faranno fatica a definirlo. Neoliberalismo: sapete di cosa si tratta?Il suo anonimato è sia un sintomo che la causa del suo potere. Essa ha svolto un ruolo importante in una notevole varietà di crisi: la crisi finanziaria del 2007-8, la delocalizzazione di ricchezza e potere, di cui i Panama Papers ci offrono solo un assaggio, il lento collasso della sanità pubblica e dell’istruzione, l’aumento dei bambini poveri, l’epidemia della solitudine, la distruzione degli ecosistemi, l’ascesa di Donald Trump. Ma noi rispondiamo a queste crisi come se fossero dei casi isolati, apparentemente inconsapevoli del fatto che tutte sono state catalizzate o aggravate dalla stessa filosofia di base; una filosofia che ha – o ha avuto – un nome. Quale potere più grande dell’agire nel completo anonimato?Il neoliberalismo è diventato così pervasivo che ormai raramente lo consideriamo come una ideologia. Sembriamo accettare la tesi che questa utopica fede millenaria […]

  • Il programma neo-giacobino di Jean-Luc Mélenchon
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 21 aprile 2017 at 17:28

    Contro UE e NATO per il socialismo democratico e l’indipendenza nazionaleLe prossime elezioni presidenziali francesi del 23 aprile (primo turno) e del 7 maggio (ballottaggio), potrebbero rappresentare il punto di non ritorno per le traballanti e screditate istituzioni dell’Unione Europea. Dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, la Francia si accinge a sferrare un colpo decisivo al concetto di Europa a trazione tedesca.Se quasi tutti gli analisti politici europei prevedono per la corsa all’Eliseo una contesa tutta a destra tra il “thatcheriano” Fillon e la “gollista” Le Pen, con un Partito Socialista dilaniato e in caduta libera dopo la fallimentare gestione di Hollande, e con l’europeista Macron nel ruolo di ago della bilancia, un quarto incomodo potrebbe scombinare il quadro politico transalpino: il socialista di sinistra, nonché leader carismatico e indiscusso del Front de Gauche, Jean-Luc Mélenchon.Il programma presidenziale di Mélenchon, definito “populista e antieuropeista” dagli intellettuali della sinistra liberal, rappresenta un unicum nella galassia dei partiti della sinistra europea post 1989. Impensabile fino a qualche anno fa una netta avversione nei confronti dell’Unione Europea e della NATO. Se la riconquista della sovranità nazionale – politica […]

  • Le (enormi) ricadute geopolitiche dell’imminente voto francese
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 21 aprile 2017 at 0:29

    Domenica 23 aprile si svolgerà il primo turno delle presidenziali francesi: è l’appuntamento chiave del 2017, capace di innescare e/o accelerare dinamiche che travalicano i confini dell’Esagono per abbracciare l’intero scacchiere mondiale. Il malessere sociale e le drammatiche condizioni in cui versa l’economia della Francia, pienamente ascrivibile tra i Paesi dell’europeriferia, hanno sgretolato il sistema politico transalpino, aprendo lo scenario di un inedito ballottaggio tra populisti di destra e populisti di sinistra: Marine Le Pen contro Jean-Luc Mélenchon. La sconfitta dei candidati europeisti accelererà la dissoluzione della moneta unica e dell’Unione Europea, compromettendo irreparabilmente l’intera architettura euro-atlantica edificata negli ultimi 70 anni: lo speculare rafforzamento della Russia dopo la vittoria di Marine Le Pen ed l’ingrossarsi del blocco euroasiatico rischiano di portare il sistema internazionale al carico di rottura.La Francia al bivio: Atlantico o EurasiaSe il 2017 ha tutte le caratteristiche per essere definito “l’anno della frattura”, lo spartiacque tra il vecchio ordine mondiale “liberale” a guida angloamericana e l’avvento di un nuovo assetto internazionale, ebbene, c’è un appuntamento più decisivo degli altri, […]

  • Il Sultano, l'Europa e la Guerra
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 20 aprile 2017 at 18:38

    "L'Europa sta commettendo crimini di guerra" contro la Turchia, Germania e Olanda hanno "attitudini fasciste", "proprie dei nazisti". Si potrebbe, con parecchi distinguo, essere d'accordo, non fosse che questi giudizi vengono da Recep Erdogan, il presidente turco dichiaratamente ammiratore di Hitler, e dai suoi ministri, non proprio brillanti campioni di democrazia e di libertà.Cosa sta succedendo a quello che è stato lo strumento principe della guerra di aggressione alla Siria, con il sostegno ormai riconosciuto persino dai nord-americani dato dal governo turco all'ISIS, con i suoi campi di addestramento per i terroristi che entravano comodamente in Siria attraverso la lunga frontiera che i due stati condividono (frontiera oggi ermeticamente chiusa per i profughi, grazie all'accordo Unione Europea-Turchia sui rifugiati)?Facciamo un passo indietro. Nel giugno 2015, alle elezioni generali, il Partito Democratico dei Popoli (HDP), che riunisce il movimento kurdo di liberazione e settori della sinistra turca e delle minoranze etniche del paese, guadagna inaspettatamente ben 80 seggi in parlamento, una vittoria definita "storica" dai kurdi. Erdogan non accetta la sconfitta e indice un referendum, da tenersi nell'aprile di quest'anno, con cui chiede gli vengano ampliati i poteri presidenziali... Chiede quindi a Germania, Austria e Olanda, paesi con una forte […]

  • Investire nella pace, non nella guerra!
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 20 aprile 2017 at 14:04

    Appello alla mobilitazione contro il vertice NATOIl prossimo vertice NATO sarà il primo a cui parteciperà il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Si terrà il 24 e 25 maggio nei nuovissimi edifici della sede dell'Alleanza atlantica a Bruxelles, la città dove ha base la NATO e l'Unione Europea (UE), due istituzioni che collaborano strettamente nelle loro politiche militari. La NATO e gli Stati membri hanno preso parte a guerre e interventi militari illegali in Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Iraq, Siria, nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Indiano. Essi contribuiscono grandemente all'instabilità internazionale, alla corsa agli armamenti e alla militarizzazione.La NATO resta legata alla più grande minaccia contro l'umanità: le armi nucleari. Di vertice in vertice la NATO perpetua, mette in opera ed estende la sua politica di guerra e di dominio. Il mondo intero è testimone delle conseguenze di questa politica: interi paesi sono devastati, milioni di persone diventano profughi, soffrono terribilmente o restano uccisi; l'ambiente si sta deteriorando in modo disastroso, l'estremismo violento e il terrorismo sono in aumento; tensioni e conflitti militari si moltiplicano; la proliferazione delle armi nucleari e il rischio di una guerra nucleare è in aumento.La sola risposta della NATO di fronte a queste terribili […]

  • L'Europa del 2017 come l'Europa del 1908
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 19 aprile 2017 at 9:51

    All'inizio del secolo scorso, le grandi potenze imperiali europee e il Giappone s'impegnarono in una febbrile corsa agli armamenti, che i loro popoli applaudirono con gioia, perché vedevano in quegli armamenti un riflesso della loro grandezza e gloria. La distribuzione del potere nel mondo è stato il motore delle contraddizioni, insieme con le controversie economiche e commerciali. Tuttavia, dove era più facile osservare il delirio bellicista e imperialista era nello sviluppo navale. Nel 1905, la Gran Bretagna mise in cantiere un nuovo modello di nave, che venne chiamata Dreadnought (Corazzata) per rafforzare la sua supremazia marittima, pensando che la Germania avrebbe avuto bisogno di molti anni per costruire una nave simile. Si sbagliavano. Nel 1906, la Germania ha adottato una legge la quale prevedeva che tutte le navi da guerra dovevano essere del tipo Dreadnought. La risposta inglese fu che "per ogni nave tedesca, l'Inghilterra poteva costruirne due, mantenendo così la sua attuale superiorità relativa". Nel mese di novembre 2016, Donald Trump ha promesso che 350 navi da guerra sarebbero state costruite per garantire l'egemonia marittima degli Stati Uniti. Cina e Russia hanno trascorso più di un decennio impegnate nel compito di moltiplicare la loro potenza militare, […]

  • Siria e Nord Corea: il disperato tentativo atlantico di separare Mosca e Pechino
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 17 aprile 2017 at 10:37

    Dopo il bombardamento del 7 aprile, domina l’interrogativo se il raid statunitense sia stato solo un evento isolato oppure il preludio di un più ampio coinvolgimento in Siria. Parallelamente le manovre americane in Nord Corea lasciano presagire un intervento militare anche in Estremo Oriente: c’è un nesso tra le due crisi simultanee? L’attacco chimico del 4 aprile, seguito dal blitz missilistico e dalle pressioni sul Cremlino per abbandonare Assad, è una maldestra manovra per riallineare la Russia agli USA ed al resto del blocco occidentale. La minaccia di un intervento contro il regime di Pyongyang, storico “vassallo” cinese, è il tentativo speculare di svincolare Pechino dalla Russia: constata la monoliticità del blocco euroasiatico, si va verso l’escalation militare?Due “regimi”, un obiettivo: il blocco euroasiaticoIl bombardamento del 7 aprile sulla base siriana di Shayrat ha creato molta amarezza tra i “populisti” europei, galvanizzando al contrario quei governi e quelle istituzioni che si sentivano orfani della salda guida della Casa Bianca: la Francia di François Hollande, la Germania di Angela Merkel, l’Unione Europea e la NATO hanno salutato con sollievo e soddisfazione il rinsavimento, o sarebbe meglio dire “la normalizzazione”, di […]

  • Corea del Nord: si rischia la guerra nucleare
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 16 aprile 2017 at 19:45

    Con la portaerei americana USS Carl Vinson in arrivo per Pasqua sulla penisola coreana, e il governo nord coreano che valuta l’opzione di condurre il sesto test nucleare il 15 aprile, durante la Giornata di celebrazioni nazionali, i guerrafondai filo-britannici nella comunità di intelligence americana e nei media hanno deciso un’escalation che potrebbe presto degenerare in una guerra nucleare.Il 13 aprile l’NBC ha trasmesso una notizia basata su conversazioni con “svariati funzionari dell’intelligence americano” secondo cui gli Stati Uniti si starebbero preparando a lanciare “un attacco preventivo con armi convenzionali contro la Corea del Nord, se sono convinti che la Corea del Nord attui la sua minaccia di condurre un test con armi nucleari.” Il rapporto dell’NBC elencava le varie armi americane che potrebbero condurre tale attacco: due cacciatorpediniere nell’area, capaci di lanciare missili Cruise Tomahawk che potrebbero colpire il sito nucleare della Corea del Nord, bombardieri B-52 dalla base di Guam, e il gruppo di navi guidate dalla portaerei Carl Vinson che si sta dirigendo verso la penisola coreana.Gli autori dell’NBC, e le loro fonti, sanno perfettamente che questo è un gioco al massacro nucleare: “Gli Stati Uniti sono consapevoli del fatto che preparare un attacco aumenta il […]

  • Bill Gates e i vaccini per ridurre la popolazione
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 15 aprile 2017 at 21:12

    […]

  • Il Pentagono ha addestrato i "ribelli" di Al Qaeda in Siria all'uso di armi chimiche
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 14 aprile 2017 at 17:58

    I media occidentali confutano le loro stesse bugieNon solo confermano che il Pentagono ha sinora addestrato i terroristi nell'uso di armi chimiche, ma riconoscono anche l'esistenza di un neppure così segreto piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche in Siria e addebitarlo al regime di Assad.Il London Daily Mail in un articolo del 2013 confemava l'esistenza di un progetto anglo-americano, appoggiato dalla Casa Bianca (con il sostegno del Qatar) per lanciare un attacco con armi chimiche sulla Siria ed addossare la colpa su Bashar al-Assad.Aggiornamento; 8 aprile 2017. La decisione di Trump di bombardare la base aerea siriana come rappresaglia all'asserito uso di armi chimiche da parte di Assad sul suo stesso popolo conferma che lo scenario d'operazione sotto falsa bandiera dell'attacco con armi chimiche è ancora "sul tavolo".La nostra analisi (che include una grande mole di pezzi investigativi di Global research) conferma inequivocabilmente che Trump sta mentendo, i media occidentali stanno mentendo e molti degli alleati americani stanno mentendo.Il seguente articolo del Mail Online è stato pubblicato e successivamente rimosso. Notate il discorso contraddittorio:"Obama ha inviato un avvertimento al Presidente siriano Bashar al-Assad, La Casa Bianca ha dato luce verde all'attacco con armi chimiche".Questo […]

  • Kissinger è il lato oscuro di Trump in Siria
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 14 aprile 2017 at 15:33

    "Io credo davvero che avremmo dovuto sopprimere i loro aeroporti, e impedire loro di usarli per bombardare persone innocenti e lanciare su di esse gas sarin". Queste sono state le parole pronunciate da Hillary Clinton poche ore prima che il suo nemico, il presidente Donald Trump, ordinasse attacchi aerei e il lancio di 59 missili da crociera Tomahawk contro il campo d'aviazione di Shayrat nel sud-est di Homs, in Siria.EscalationIl governo di Trump ha descritto gli attacchi come "unici" e ha insistito sul fatto che non ci sono piani di intensificazione. Ma l'escalation è in corso. La Russia, anche se è stata avvertita da parte degli Stati Uniti prima del bombardamento, ha sospeso un accordo con gli Stati Uniti per evitare collisioni a mezz'aria nello spazio aereo siriano.Gli obiettivi del governo degli Stati Uniti di attaccare la Siria possono essere dedotti dalla storia di uno dei più potenti diplomatici nella storia degli Stati Uniti: Henry Kissinger.Gli obiettivi del governo degli Stati Uniti di attaccare la Siria possono essere dedotti dalla storia di uno dei più potenti diplomatici nella storia degli Stati Uniti: Henry Kissinger. L'ex Segretario di Stato, accusato dal defunto Christopher Hitchens di complicità nei "crimini di guerra" degli Stati Uniti in America Latina e nel Sud-Est asiatico, […]

  • Il petrolio nigeriano porta l’ENI e la Shell in tribunale
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 13 aprile 2017 at 14:17

    Un grande giacimento di petrolio al largo della Nigeria è al centro di uno scandalo finanziario che si svolge tra il paese africano, il Regno Unito, i Paesi Bassi e ormai anche l’Italia. È noto con la sigla Opl 245 e si trova al limite meridionale del delta del fiume Niger, in mare, tra i 1.700 e i duemila metri di profondità. Racchiude circa nove miliardi di barili di petrolio greggio, abbastanza da farne il più grande giacimento noto in Africa.Nel 2011 l’italiana Eni e l’anglo-olandese Royal Dutch Shell hanno acquistato la concessione dell’intero blocco pagandola 1,3 miliardi di dollari. Ma quei soldi non sono andati nelle casse dello stato nigeriano, se non in minima parte. E ora quel contratto è oggetto di indagini giudiziarie in Nigeria, in Italia e nei Paesi Bassi.La storia della licenza Opl 245 rivela qualcosa su una delle industrie più opache al mondo, quella dell’estrazione petrolifera. Protagonisti sono un ex ministro del petrolio nigeriano, accusato di aver sottratto i soldi versati dalle compagnie petrolifere; una ditta di facciata, la Malabu oil and gas, dietro a cui si nasconde lo stesso ex ministro; alcuni intermediari di varie nazionalità, affaristi, un paio di ex agenti del controspionaggio britannico.Transazioni sotto inchiestaE alcuni tra i massimi dirigenti dell’Eni e della […]

  • Caso Moro: e adesso rimettiamo in carcere gli assassini a piede libero
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 11 aprile 2017 at 15:03

    Sconvolgenti verità sono quelle emerse a quasi quarant'anni di distanza dal lavoro della “Commissione Fioroni”, commissione parlamentare d'inchiesta sull'eccidio di via Fani, sul rapimento e la morte di Aldo Moro. Obiettivo dichiarato, appunto, “accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti commissioni (...) e eventuali responsabilità riconducibili ad apparati”. Dopo diciotto mesi di lavoro, cinquanta sedute per 82 ore complessive e quarantadue audizioni si può dire che l'operato ha portato frutti importanti. L’Onorevole Gero Grassi, Vicepresidente del gruppo PD alla Camera dei Deputati, membro della suddetta Commissione e dimostra nel merito come i brigatisti non hanno agito da soli nel compiere il delitto.Questo sarebbe stato ideato, studiato ed eseguito da una commistione internazionale tra Brigate Rosse, parti deviate dello Stato, servizi segreti, in testa Cia e Kgb, mafia siculo-americana, criminalità organizzata italiana e poteri occulti del Vaticano. La verità dei brigatisti, quella del memoriale Morucci-Faranda, è stata smontata dalla Commissione. Secondo i dati raccolti, infatti, è materialmente impossibile che Moro sia stato ucciso nel cofano della Renault, parcheggiata in via Caetani, così come […]

  • Perché l'uscita dall'euro è internazionalista
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 10 aprile 2017 at 18:43

    Parte Prima. L'ideologia dominante è il cosmopolitismo non il nazionalismo È possibile definire realisticamente una linea politica internazionalista in Europa soltanto mettendo al suo centro il tema dell'uscita dall'euro. Eppure, a sinistra molti continuano a opporsi all'uscita dall'euro, adducendo due tipologie di motivazioni, di carattere economico e politico-ideologico. Sebbene le motivazioni economiche siano certamente importanti, ritengo che a incidere maggiormente sul rifiuto a prendere persino in considerazione l'ipotesi di uscire dall'euro, fra la sinistra e più in generale, siano le motivazioni politico-ideologiche. Infatti, le motivazioni politico-ideologiche appaiono meno "tecniche" e maggiormente comprensibili. Soprattutto, fanno riferimento a un senso comune profondamente radicato nella sinistra e nella società italiana.La principale motivazione politico-ideologica ritiene l'uscita dall'euro politicamente regressiva, perché rappresenterebbe il ritorno alla nazione. Ciò significherebbe di per sé il ritorno al nazionalismo e l'assunzione di una posizione di destra, con la quale ci si allineerebbe implicitamente alle posizioni del Front National in Francia e della Lega Nord in Italia. Una variante di questa posizione ritiene che il ritorno alla nazione, oltre che di destra, sia inadeguato allo svolgimento di lotte […]

  • Schulz: “Senza l'€uro la Germania dovrebbe temere l'Italia non la Cina!"
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 10 aprile 2017 at 6:20

    Questa intervista del 2012 di Der Spiegel a Martin Schulz, oltre a dimostrare come in cinque anni non sia stato fatto nulla per risolvere i problemi della UE, chiarisce il pensiero dell’odierno avversario della Merkel, sedicente socialdemocratico e possibile futuro Cancelliere tedesco: “l’Europa è vitale per gli interessi nazionali” – quelli tedeschi, ovviamente. Le sue parole di apparente accondiscendenza verso i paesi periferici vanno lette così: è meglio mantenere gli altri paesi nella condizione di inoffensive colonie, e troppa intransigenza non aiuta. Una sua affermazione è rivelatrice: senza l’euro, con un marco rivalutato, “la Germania non dovrebbe temere la Cina, ma l’Italia e la Francia”. Tutti gli elettori italiani e francesi ne dovrebbero essere consapevoli…Der Spiegel, 04 settembre 2012SPIEGEL: Signor Presidente, il filosofo della “Scuola di Francoforte”, Jürgen Habermas, ha detto che ci sono solo due strategie possibili per l’Europa: tornare alle monete nazionali o andare verso un’unione politica. È vero?Schulz: Sì, avremmo dovuto introdurre l’unione politica assieme all’euro. In questo abbiamo mancato e dobbiamo rimediare. Ma adesso, in questo momento, non sarebbe di aiuto.SPIEGEL: Perché […]

  • Yuli Novak: “L’occupazione crollerà e poi costruiremo una società morale in questo paese”
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 9 aprile 2017 at 20:54

    Yuli Novak יולי נובק Sabato sera, 1° aprile, migliaia di palestinesi ed ebrei si sono riuniti a Gerusalemme per protestare contro l’occupazione della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e delle Colline del Golan che ha avuto inizio nel 1967. La direttrice di “Breaking Silence” Yuli Novak si è rivolta ai manifestanti parlando dell’importanza della solidarietà e della resistenza contro la violenza e il razzismo del governo israeliano. Ecco il tenore di questo intervento.Sono giorni bui e tetri. Il nostro paese viene dominato dall’occupazione, dal messianismo, dal razzismo, dall’ignoranza, dall’indifferenza morale e dalla violenza. Non serve accusare il governo. E non serve neppure stare seduti nei nostri salotti e fantasticare sul giorno in cui questo governo verrà sostituito da un altro. E basta infine con la retorica “tutti fuorché Bibi”: Lapid non sarebbe diverso.Il cambiamento  che dobbiamo intraprendere richiede coraggio e onestà e la disponibilità a compiere dei sacrifici – si deve essere pronti a rinunciare ai propri privilegi e pagarne il prezzo. Fatemi vedere un politico – uno solo! – che vuole diventare primo ministro e che sarebbe pronto a farlo.In giornate buie come queste, caratterizzate […]

  • Non è Che Per Caso, Trump e Putin hanno Scherzato?
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 9 aprile 2017 at 19:55

    Non so voi ma a me comincia a sorgere il leggerissimo sospetto che si sia trattato di un macabro teatro, purtroppo con morti veri.Vi propongo una versione alternativa dei fatti:A Ibdil e Hana c’è una sacca di “ribelli moderati” ovvero mercenari ed esaltati finanziati da Arabia Saudita, Quatar forse Turchia e Stati Uniti (almeno fino a poco tempo fa). Stanno perdendo sono circondati e bombardati anche dall’aviazione Siriana oltre che da quella Russa.L’attacco coi gas è una orrenda messa in scena da parte dei ribelli stessi che per certo hanno gas letale nelle loro mani, ma non gas nervino. Ci ammazzano circa 80 civili tra cui 30 bambini e danno la colpa al regime mettendo i corpi proprio dove le armi convenzionali di Assad e dei Russi hanno colpito. Sul luogo le “solite” infallibili ONG e fonti “imparzali” danno per certo l’attacco col gas nervino. La versione comincia oggi, Sabato 8 Aprile, a non stare più in piedi, intanto i soccorritori si sono fatti fotografare in abiti inadatti per un micidiale gas nervino e poi una testata al gas nervino è di almeno 500kg, avrebbe ammazzato migliaia di persone, non la chiamano arma di distruzione di massa per scherzoIsraele, Turchia e l’Unione Europea, quasi tutte condannano e invocano l’intervento militare.E Trump gli accontenta, con […]

  • Gli USA attaccano la Siria
    by noreply@blogger.com (Alba Kan) on 7 aprile 2017 at 20:20

    Finalmente ci sono riusciti. Laddove avevano fallito i "ribelli moderati" finanziati direttamente dagli USA, laddove aveva fallito l'ISIS finanziata dai sauditi per conto degli USA, è bastato far esplodere qualche bomba con agenti chimichi per giustificare quello che gli Stati Uniti sognano di fare ormai da 5 anni: attaccare direttamente la Siria. Per ora si tratta solo di un bombardamento limitato ad una base militare, ma la storia ci insegna che il termine "escalation" esiste proprio per ciò che significa letteralmente: una crescita, in termini di scala, di qualcosa che da piccolo diventa grande. Quello che invece la storia non ci insegna, a quanto pare, è come le stesse bugie continuino a funzionare, nonostante ogni volta vengano smascherate come tali. La storia delle armi chimiche (WMD) di Saddam Hussein, usata per invadere l'Iraq, si è rivelata platealmente falsa. L'accusa allo stesso Assad di aver usato armi chimiche, due anni fa, si era rivelata falsa. E per quanto in questo caso anche la logica andasse contro una scelta del genere (Assad sarebbe stato un pazzo ad usare armi chimiche in questo momento), bastano le foto di alcuni bambini con la maschera ad ossigeno per giustificare agli occhi degli occidentali l'aggressione unilaterale da parte degli USA ad una nazione sovrana.O forse - diciamo le cose come stanno - sappiamo tutti benissimo […]